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Olio Tunisino sulle tavole italiane...cosa significa?


Si parla molto, ultimamente, dell'Olio Tunisino che arriverà, più o meno in sordina, sulle nostre tavole. Noi di Olio Novaro, da anni nel mondo degli Oli di qualità, vorremo dire la nostra.

E lo facciamo con questa piccola intervista.

 

  1. Dazi doganali annullati per l’importazione di Olio dalla Tunisia: cosa implica per il consumatore finale?

Chi acquisterà l’olio tunisino in entrata nel nostro mercato saranno per lo più aziende che operano nel settore della grande distribuzione, un settore quindi ove si considera maggiormente il prezzo della materia prima per essere il più competitivi possibile.

Per il consumatore finale, a livello di prezzo, non cambierà pressoché nulla: non ci saranno diminuzioni di prezzo sugli scaffali dei supermercati se non le classiche offerte al dettaglio che già conosciamo molto bene. Avrà solo il dubbio se la bottiglia di Olio Extravergine che ha in mano contenga Olio Extravergine almeno comunitario.

Non vi saranno particolari indicazioni se si tratterà poi di olio tunisino ma vi sarà la semplice (ed “ermetica”) dicitura “di origine mediterranea”. Non che l’olio che producono gli altri Paesi sia meno buono del nostro, ma potrebbero non rispettare caratteristiche che l’UE impone dal punto di vista igienico-sanitario.

 

  1. Nel mondo dell’import/export situazioni come quella “tunisina” accadono continuamente. Perché quindi suscitano così scalpore in ambito alimentare?

Proprio perché c’è molta più sensibilità verso il tema della corretta alimentazione e della qualità del cibo.

L’Olio extravergine di oliva è un alimento importante per la dieta e salute dell’uomo e per cui va tutelato e ne va garantita appieno la qualità.

Purtroppo troppo spesso si sottovalutano le potenzialità dell’Olio Extravergine, eppure è proprio quello che esalta i sapori negli alimenti e ne migliora la digeribilità e le proprietà.

 

  1. Chi “soffrirà” maggiormente per questa iniezione di materia prima sul mercato italiano?

I consumatori finali perché, come al solito, non sono protetti a dovere dalle frodi alimentari.
Negli ultimi tre anni ci sono stati due scandali legati proprio all’olio di oliva, eppure i marchi incriminati sono ancora sul mercato con i loro prodotti a prezzi più che scontati.

I produttori (italiani) seri saranno sì più danneggiati in casa, ma se hanno una struttura ben compatta, potranno resistere grazie ai mercati esteri e agli italiani che pretendo cibi di qualità.

 

  1. A livello di prodotto (proprietà organolettiche, gusto, conservazione) come si posiziona l’olio tunisino?

Il problema non è la qualità, perché anche da noi in Italia ci sono oli eccellenti come oli cattivi, ma i metodi di lavorazione del prodotto che, purtroppo, può arrivare da un’azienda che usa metodologie proibite in Italia. Questo non lo si saprà mai.

 

  1. Il consumatore finale può “stare tranquillo”? Cambierà effettivamente qualcosa sulle tavole degli Italiani?

Il consumatore finale può solo stare più attento a leggere bene l’etichetta dietro la bottiglia (che riporta generalmente informazioni più complete) e ovviamente può decidere di acquistare prodotti totalmente made in Italy o Comunitari.

 

  1. Si sente spesso parlare dello scandalo dell’olio di oliva venduto come extravergine. Questa azione dell’UE potrebbe fomentare ulteriormente i dubbi e le incertezze dei consumatori sul “Made in Italy”?

Si, ma chi si lamenta di questo, spesso, cerca l’olio a minor prezzo.
Chi invece conosce il vero valore dell’olio extravergine sa essere più attento alla propria salute che al portafogli.

Come si è visto negli ultimi anni, chi ha ingannato i consumatori continua ad essere presente sugli scaffali dei supermercati. Bisognerebbe che ci fossero più controlli e chi gioca con la salute delle persone paghi veramente.

Questa azione dell’UE è anche dettata dal fatto che si è voluto colpire un alimento ritenuto, ingiustamente, sempre sacrificabile.
Basta notare che, nella maggior parte dei ristoranti, sulle tavole o, ancora peggio, in cucina, la scelta degli Oli è dettata semplicemente da un fattore economico (risparmio), senza pensare che alla lunga ne fa i conti il benessere dei propri clienti.

 

  1. Verso l’estero: l’olio in esportazione potrà ancora considerarsi “eccellenza italiana”?

Il vero problema è capire se chi esporta l’olio all’estero è una persona seria o se pensa solo al proprio tornaconto personale.

Eccellenze italiane ce ne sono, basta saperle valorizzare a dovere e tutelarle e punire, invece, chi commette frodi e mette a rischio la salute delle persone.


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